Una lezione speciale (Racconto breve)

scritto da TonyC
Scritto 21 ore fa • Pubblicato 13 ore fa • Revisionato 13 ore fa
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I nomi dei personaggi e gli avvenimenti sono di pura invenzione. I luoghi non hanno nomi per significare che gli avvenimenti descritti possono avvenire ovunque. Grazie a tutti i miei lettori!
- Nota dell'autore TonyC

Testo: Una lezione speciale (Racconto breve)
di TonyC

Una lezione speciale

(Racconto breve)

 

Quella mattina il prof De Pisis era uscito di casa di buon'ora, come faceva tutte le mattine per andare a scuola, dove lo aspettavano gli allievi della classe V ginnasiale.

 Nella stesura dell'orario scolastico aveva chiesto di fare le prime ore, perché pensava che fossero le più adatte per avere la massima attenzione dei suoi alunni. La scuola non era molto distante dalla sua abitazione; camminando con passo svelto ci volevano circa 15 minuti. 

 

 Quella mattina, però, i professori facevano sciopero contro la riforma scolastica, che riducendo le ore d'insegnamento, avrebbe poi in seguito ridotto anche il numero delle cattedre. 

Il professore De Pisis aveva passato il mezzo secolo, era di vecchio stampo, pieno di rispetto per lo Stato e per l'ordine.

 Lo sciopero, anche se la motivazione era ragionevole e legale, era per lui sempre un disordine. 

 Nel dilemma se aderirvi per solidarietà coi colleghi o presentarsi a scuola e prendersi del “crumiro”, preferì la prima soluzione. Pensò che gli studenti avrebbero volentieri solidarizzato con i professori scioperanti e non sarebbero entrati in classe.

 

 Decise quindi di farsi un giro verso la campagna per evitare di trovarsi in imbarazzo incontrando qualche suo studente per strada. 

Soprattutto desiderava non incontrare Cioccoli, che non ne voleva sapere né di greco e tanto meno di latino.  Il professore lo considerava un perfetto "asino" e si meravigliava come poteva essere arrivato fino in V Ginnasio.

 Eppure sembrava un ragazzo di intelligenza normale e nemmeno di brutto aspetto. In latino e greco, però non ne imbroccava una.  Proveniva sì da un paese di periferia, ma era pur sempre Italia!- diceva. 

 

Il timore di imbattersi in Cioccoli era grande, anche perché una volta lo aveva apostrofato dicendogli che era privo di cervello e che la sua intelligenza era così piccola, che per misurarla, ci voleva il bilancino del farmacista.

 

Arrivato all'estrema periferia della città il professore scorse Cioccoli in lontananza; cercò di non farsi vedere prendendo un viottolo che portava verso il fiume. Arrivato alla riva, vide Cioccoli seduto su un grosso sasso che fungeva da panchina.

 Cioccoli alla vista del professore si alzò di scatto e farfugliando gli disse:

 -  Buongiorno… professore! 

  - Perché sei qui e non sei in classe? Gli disse il professore con tono professorale.

 - Perché ci sono venuto. Ripose sempre con voce insicura Cioccoli. 

 

Il professore rimase sorpreso e credette bene di non continuare la conversazione. Una risposta così non l’aveva mai sentita da Cioccoli. In classe per cavargli una parola ce ne voleva!

 

 

Il professore continuò la sua passeggiata proseguendo nel viottolo che si inoltrava in un parco che costeggiava il fiume.

Dopo un po’ incominciò a piovere e nelle vicinanze non si vedeva nessun riparo. Ritornò verso il ragazzo che si trovava ancora seduto sul sasso in riva al fiume. 

 -Non senti che piove? Non c'è un riparo? 

 - No!   Rispose Cioccoli, che continuava a rimanere imperterrito seduto sul quel sasso a guardare l'acqua del fiume che scorreva battuta dalle grosse gocce della pioggia.

Il ragazzo è così lento di riflessi che non si è ancora accorto che piove! pensò il professore che nel frattempo si era riparato sotto un albero a dieci metri dalla riva.

-Non c’è nulla nemmeno nei paraggi? Urlò il professore.

- Sì! - disse Cioccoli, - più avanti c’è una tettoia. 

- Potevi dirmelo prima – urlò - “asino- disse a voce bassa.

Cioccoli nel frattempo si era alzato e disse al professore: l’accompagno io!

 

Giunti alla tettoia Cioccoli si sedette su una sedia sgangherata e il professore rigorosamente in piedi lo osservava in silenzio e poi gli disse:

  -Come fai a sapere che c’era questa tettoia? Ci sei già venuto altre volte?

  -Sì! rispose il ragazzo che, non essendo in classe, era più spedito nel parlare.

  -Che ci vieni a fare qui? replicò il professore.

  -Perché qui mi sento a mio agio! disse con voce decisa Cioccoli.

  -Perché non sei rimasto in piazza con i tuoi compagni di classe?

  -Perché la confusione non mi piace e qui è bello.

  -Non capisco cosa ci trovi di bello in mezzo a queste sterpaglie.

  -E’ bello vedere l’acqua che passa, le piante che si protendono verso il cielo e poi nel silenzio sentire il rumore dell’acqua che sembra musica. 

 

Il professore continuava a guardarlo sempre più perplesso! Intanto la pioggia era cessata. Il professore disse:

 -Penso che sia più prudente tornare indietro per evitare di trovarci in mezzo all’acqua.

 -No! rispose il ragazzo.

 -Non hai paura di rimanere qua da solo?

 -Ho paura quando sono in piazza tra la gente che urla, schiamazza……e mi sento solo e indifeso. Qui invece è bello sentire la pioggia che cade….qui è possibile pensare…

Il professore, guardandolo fisso negli occhi, notò un senso profondo di dolcezza e di malinconia.

 

 Arrivederci! - disse il professore- ritornerò da solo.

“Ma questa è vera follia!” pensava mentre camminava sul viottolo che portava in città. Improvvisamente si voltò e vide il ragazzo appoggiato ad un albero che guardava il fiume.

 

 Ritornato a casa non riusciva a togliersi dalla mente l'immagine di quel ragazzo che guardava il fiume.   Quelle parole continuavano a perseguitarlo. Avevano messo in discussione le sue certezze…, e si ripeteva continuamente: Cioccoli non è un “asino” e nemmeno un “matto”. Oggi non ho fatto lezione…. Oggi ho ricevuto una lezione.

 

Una lezione speciale (Racconto breve) testo di TonyC
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